da Michele Bisceglia

Giovedí 26.07.2007

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Slavia Pesci è un informatico 36enne di Asola, provincia di Mantova. Dieci giorni fa stava sfogliando il magazine di Sky quando ha notato qualcosa di strano in un’immagine dell’Ultima Cena di Leonardo.

“C’era una strana ombra al centro, come un libro fotocopiato” racconta Pesci, che spiega: “Allora ho tagliato la foto e l’ho piegata seguendo l’asse di simmetria. Mi sono reso conto che alcuni particolari combaciavano”.

Incuriosito, ha stampato la riproduzione più grande dell’opera di Da Vinci – due copie, una normale e una su carta velina. Sorpresa: girando su se stessa quest’ultima e sovrapponendola alla prima compaiono nuovi elementi, il Cenacolo cambia faccia, spuntano inediti personaggi.
 

 


Tutta un’altra storia, dal sapore Codice Da Vinci.

“Sì, ho letto il libro di Dan Brown e ho visto anche il film – ammette Pesci – ma non mi hanno influenzato. E non do alcuna interpretazione di quel che accade, ci penseranno le persone competenti”.

Già, che succede? C’è un templare – poteva forse mancare? – alla sinistra dello spettatore, al posto di San Bartolomeo. Poi, il coltello in mano a Pietro finisce sul piatto di carne dal lato opposto del tavolo. Le montagne, semplice sfondo del dipinto, vanno a incoronare due protagonisti della scena.

Il vestito di Gesù è interamente rosso, sparisce quasi del tutto il divino celeste e quel poco che ne rimane va a disegnare con il piatto sul tavolo un calice. E un altro particolare stravolgerà il significato dell’immagine: Filippo, spostato dalla parte opposta, sembra avere in braccio un bimbo. Anche facendo semplicemente scorrere la velina capovolta sull’originale, appaiono novità.

Tutti possono ripetere ciò che ha fatto Pesci e giudicare con i propri occhi. Ma l’informatico mantovano non si è limitato al Cenacolo: ha infatti eseguito la stessa identica operazione su altri dipinti di Leonardo. Risultati simili – stesso quadro, diversa immagine – si ottengono anche con la Gioconda...

 

Insomma, il mistero dell’Ultima Cena si arricchisce di un ulteriore capitolo, scritto non da un romanziere ma da un esperto di computer. Slavia Pesci ha scelto il Palazzo delle Stelline di Milano, proprio a pochi passi dal Cenacolo, per dimostrare al mondo la sua casuale scoperta.

 

Scoperta depositata da un notaio, i Dan Brown in agguato sono tanti.